L’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Pescara, al seguito dei numerosi e continui incendi che si riattivano e diventano sempre più grandi, suggerisce delle proposte tecniche.
Spegnere un incendio è un lavoro arduo e difficile ed il ringraziamento va a chi lavora sul campo. Tali operazioni sono messe in difficoltà dall’assenza di fasce tagliafuoco, viabilità forestale, rimboschimenti di conifere diradati e misti con latifoglia, pratiche di gestione attiva o semplicemente di selvicoltura sostenibile che ridurrebbero la severità e l’estensione dell’incendio. Siamo in un particolare periodo storico dove le temperature sono in aumento, le precipitazioni sono irregolari, le foreste si stanno espandendo e la popolazione tende a diminuire sempre più.
Si ricorda che l’Italia è un Paese Forestale con oltre il 36% del territorio nazionale coperto da superficie boschiva ed in Abruzzo la superficie sale al 44%.
Questa risorsa dovrebbe essere valorizzata aumentando la sensibilizzazione verso la cultura forestale, trasformando i boschi in risorsa economica sostenibile tale da favorirne un controllo contro gli incendiari.
Alcuni ostacoli sono dovuti anche da normative in vigore che spesso impediscono la creazione di fasce taglia fuoco e l’apertura di strade forestali utili alla selvicoltura, ai controlli e allo spegnimento degli incendi.
A tal proposito, l’Ordine propone tre soluzioni preventive: gestione attiva e preventiva del bosco con diradamenti dei rimboschimenti, la creazione di nuova viabilità forestale a servizio dei soli aventi diritto, la riapertura di quella esistente e la creazione di fasce tagliafuoco. Tali pratiche contribuirebbero a creare ecotoni corridoi ecologici e micro-habitat per gli animali.
Istituire un tavolo permanente con una cabina di regia come sul modello della ricostruzione del terremoto; la rete fra enti è la chiave di volta, con la regione capofila e come membri partecipanti la Direzione foreste del Ministero, la Regione, i Comuni, Uncem, Anci, Parchi e Riserve, Ordini Provinciali dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, Carabinieri Forestali, SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, Fondazione Alberitalia, Facoltà universitarie di Scienze Forestali, ASSITFOR (Associazione Nazionale Tecnici Forestali) ed altre associazioni previste dalla normativa vigente.
Individuare con urgenza gli interventi post-incendio e le aree da imboschire ai fini di ripristinare la superficie boschiva evitando la sua perdita come avvenuto a Lettomanoppello (incendio 2007), Morrone (incendio 2017) e Morrone (incendio 2020).
E’ necessario dunque creare una filiera forestale preventiva estesa su tutti i benefici ecosistemici e prodotti del bosco (turismo, tutela, frutti, legno, regimazione idraulica, paesaggio e mitigazione climatica) come previsto dal D. L.vo 03/04/2018 n. 34 – Testo unico in materia di foreste e filiere forestali (TUFF).
L’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Pescara, in virtù dell’esclusività delle competenze in materia di gestione, progettazione, pianificazione forestale e regimazione idraulico-forestale dei propri iscritti, è disponibile a dare il proprio contributo per cercare di cambiare l’emergenza che si ripeterà di nuovo in prevenzione.
Si ricorda che la gestione del bosco crea diversi benefici tra i quali biodiversità con più specie vegetali e più nicchie ecologiche per gli animali, maggiore accessibilità per il controllo, prevenzione e spegnimento degli incendi, riducendo di molto i costi di spegnimento di un possibile incendio essendoci una riduzione delle dimensioni dei roghi e di un maggiore controllo in caso di spegnimento.
Confidando nel passaggio dall’emergenza alla prevenzione, concludiamo con uno slogan: il fuoco si combatte a fiamme spente! Noi siamo pronti per farlo.